venerdì 21 settembre 2012

Eruzioni solari: cosa le provoca?

Cosa provoca le gigantesche espulsioni di massa coronale (CME) sulla superficie del sole? La Nasa, in vista del picco dell'attività solare che si verificherà nel 2013, vuole saperne di più su questi fenomeni, che in alcuni casi potrebbero anche essere pericolosi per la vita sulla Terra.
Le CME possono infatti raggiungere la Terra fino a distruggere, nella migliore delle ipotesi, le tecnologie umane nello spazio. Per comprendere meglio le forze che vi stanno dietro, un team di ricercatori ha utilizzato i dati della Nasa per studiare gli istanti che precedono le espulsioni di massa coronale nella cavità coronale.
Ma cosa avviene durante le espulsioni? Colonne giganti di materiale solare fatte di gas caldissimi “gettano fuori” gli elettroni dagli atomi, trasformando i gas in una forma di materia nota come plasma magnetizzato. Quest'ultimo salta fuori vorticosamente dalla superficie del sole. A volte queste protuberanze di materiale solare, vengono gettate via verso lo spazio, altre volte ricadono sotto il loro stesso peso. Si tratta di miliardi di tonnellate di nubi di materiale che finiscono nell'atmosfera del sole e spesso anche al di fuori, fino ad interferire con i satelliti terrestri e le comunicazioni radio.
Le protuberanze sono talvolta anche la struttura interna di una formazione più grande, che appare come il filamento interno di una grande lampadina. Tali strutture sono il frutto dei campi magnetici e delle elevatissime temperature (si parla di milioni di gradi) che il plasma crea nell'atmosfera solare, nella corona.
"Non sappiamo realmente come si comportano questi CME", ha detto Terry Kucera, scienziato del Nasa Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland. "Per questo vogliamo capire la loro struttura prima ancora che esplodano, perché allora potremmo avere un indizio più preciso del perché avvengano le eruzioni e forse ottenere anche qualche preavviso su quando e come tali masse saranno gettate fuori dal sole".
Studiando la cavità ed in particolare la forma, la densità e la temperatura, gli scienziati della Nasa sperano di comprendere più a fondo la meteorologia spaziale. “A volte queste cavità possono essere stabile per giorni e settimane, ma poi improvvisamente scoppiano in una CME. Vogliamo capire come ciò avvenga” dicono dalla Nasa. 
 

giovedì 20 settembre 2012

Teletrasporto: nuovo record stabilito dall'Agenzia spaziale europea

Può un corpo teletrasportarsi da una parte all'altra del pianeta? Quella che per certi aspetti sembra una trovata fantascientifica ha in realtà delle basi più che razionali. Il team di ricerca internazionale della stazione ottica terrestre dell'Esa nelle isole Canarie ha stabilito un nuovo record mondiale di distanza nel cosiddetto 'teletrasporto quantistico' riproducendo le caratteristiche di una particella di luce a 143 km di distanza.
Lo studio, finanziato dall'Agenzia spaziale europea, ha permesso ai ricercatori provenienti da Austria, Canada, Germania e Norvegia di trasferire le proprietà fisiche di una particella di luce - un fotone – ad un suo partner attraverso il teletrasporto quantistico, colmando così una distanza di 143 km tra il Jacobus Kapteyn Telescope di La Palma e la Stazione ottica dell'Esa di Tenerife.
Si tratta del cosiddetto entanglement, un fenomeno fisico già ampiamente documentato, che potrebbe essere la chiave dei dispositivi del futuro, da una nuova generazione di computer quantistici ultra-potenti a sistemi di comunicazione immuni alle intercettazioni.
"Questo risultato apre nuove strade per le comunicazioni quantistiche a lunga distanza", ha spiegato Eric Wille, supervisore del progetto per l'Esa. Tuttavia, quello quantistico non è un vero e proprio teletrasporto, dal momento che la 'creazione della copia' in senso stretto nell'atto del transfert distrugge la particella originale (le sue caratteristiche passano alla sua controparte).
"Il prossimo passo sarà quello di effettuare il teletrasporto quantistico di un satellite in orbita per dimostrare la comunicazione quantistica su scala globale", ha commentato il dottor Rupert Ursin dell'Accademia Austriaca delle Scienze.
Non solo sulla Terra...

giovedì 25 agosto 2011

La gamba è un computer

La gamba costruita dal team di Goldfarb pesa circa 4 chilogrammi, quasi quanto l’arto umano, e permette a chi la utilizza di camminare a una velocità del 25 per cento superiore a quella delle normali protesi. Il prototipo è abbastanza silenzioso, fatta eccezione per il ronzio prodotto dal motore elettrico. Ha un'autonomia di tre giorni in condizioni di normale attività e può coprire una distanza massima di 14 chilometri prima di scaricarsi. Le prestazioni non saranno quelle adatte ai bisogni di chi fa sport paraolimpici, ma permettono all'organismo di risparmiare tra il 30-40 per cento di energia durante il movimento.“Fare su e giù per scale e pendii e una delle imprese più difficili con una protesi normale”, ha raccontato a Galileo Hutto, “devo sempre avere ben chiara l'idea di dove sto andando, affrontare le strade in pendenza mi fa consumare molte energie. Ma grazie alla gamba bionica questo problema non esiste più, perché si muove come una gamba in carne e ossa”.Il microprocessore che regola il funzionamento dell'arto bionico è anche in grado di percepire se l'utilizzatore sta per inciampare. Non appena il corpo si sbilancia in avanti, la gamba intelligente si solleva per scansare gli ostacoli e ristabilire nuovamente il contatto della pianta del piede con il terreno. Presto, la protesi costruita dai ricercatori del Cim potrebbe arrivare sul mercato statunitense e competere con i modelli tradizionali, il cui prezzo si aggira intorno ai 15 mila dollari. Il nuovo prodotto commerciale dovrebbe essere rilasciato entro il 2013 dalla Freedom Innovations, una ditta del settore a cui il Cim ha concesso una licenza brevettuale. La gamba bionica sarà adattabile al fisico di gran parte degli adulti, e il suo assetto verrà modificato automaticamente in base al peso e alla statura di chi la utilizza. Inoltre, il software interno potrà essere aggiornato con un semplice download da Internet, proprio come accade per gli smartphone.

L'iPod si ricarica con la scarpa

L'energia che sviluppiamo camminando di solito si trasforma in calore e viene dispersa nell'ambiente. L'idea di trasformarla in corrente elettrica solletica l'immaginazione degli ingegneri già da qualche tempo: erano infatti già stati immaginati dispositivi che potessero alimentare piccoli apparecchi elettronici, come i lettori musicali, con l'energia prodotta dai nostri movimenti. Ora, un nuovo dispositivo ideato da due ricercatori della University of Wisconsin-Madison negli Stati Uniti promette di sfruttare una percentuale ancora maggiore di quella energia, stoccandola e riutilizzandola in maniera efficiente.La tecnologia pensata dai ricercatori statunitensi permette infatti di immagazzinare piccoli quantitativi di energia, prodotta tramite la camminata o la corsa. Le quantità di corrente generata sarebbero adatti per alimentare lettori mp3, smartphone, computer portatili, iPod o iPad. “In generale, un essere umano che passeggia è una grande fonte di energia” ha spiegato Tom Krupkenin, uno dei due ingegneri autori della ricerca. “Quando corre, poi, una persona può produrre il corrispettivo di un kilowatt di potenza, che di solito si disperde in calore. Abbiamo pensato che se fossimo riusciti a rubare anche una piccola parte di quell'energia, avremmo potuto alimentare diversi tipi di dispositivi portatili: quello che ci mancava era lo strumento per trasformare l'energia meccanica in corrente elettrica in maniera efficiente”.Fino ad oggi, in media i dispositivi di questo tipo, come quelli che usano il cosiddetto effetto piezoelettrico, generavano infatti al massimo 0,02W per centimetro quadrato. Dunque, con una superficie come quella occupata da una scarpa, non arrivavano nemmeno a mezzo watt di potenza generata ad ogni passo. Il nuovo sistema sembra invece capace di arrivare fino a un output di 20W per passo. La tecnologia usata prende il nome di reverse electrowetting: ogni spostamento del piede disallinea alcune minuscole particelle di liquido, elettricamente cariche, che altrimenti sarebbero in equilibrio tra due elettrodi. Questo movimento genera una corrente elettrica che può essere immagazzinata ed utilizzata per dare potenza ad apparecchi elettronici portatili. Il dispositivo messo a punto è tanto sottile da poter essere infilato nella suola della scarpa.

martedì 23 agosto 2011

lo stress danneggia il Dna

Dai capelli grigi alla comparsa dei tumori, da tempo lo stress è ritenuto alla base di una serie di danni a carico del Dna. Ma qual è il meccanismo che spiega la relazione di causa-effetto? lo stress cronico sembra abbassare i livelli della proteina p53, un’importante barriera antitumorale.I ricercatori hanno creato una condizione di stress cronico in alcuni topi, somministrando loro, per quattro settimane, un composto simile all’adrenalina; questa molecola si lega a specifici recettori, chiamati beta adrenergici, posti sulle membrane delle cellule (si tratta di recettori accoppiati a proteine G, identificati negli anni Ottanta dallo stesso Lefkowitz). I biologi hanno poi osservato che questa sostanza innesca due meccanismi molecolari: uno attraverso questi recettori beta adrenergici, l’altro attraverso altre proteine, chiamate beta-arrestine. Ebbene, il risultato finale di queste due vie biochimiche è la degradazione della p53, che, infatti, si è mantenuta a livelli bassi per tutto il periodo di somministrazione, durante il quale il Dna ha accumulato difetti.

giovedì 28 luglio 2011

Più ricchi più depressi

Distrugge la qualità della vita, interferendo con la capacità di lavorare e di stringere relazioni, nei casi più gravi conduce al suicidio: la depressione colpisce 121 milioni di persone in tutto il mondo, ed è responsabile di 850.000 morti ogni anno. Per capire quanto siano determinanti le condizioni sociali ed economiche nello sviluppo di questa malattia, è stato effettuato uno screening su scala mondiale nell'ambito della World Mental Health Survey Initiative.Per lo studio sono state campionate 89.000 persone appartenenti a 18 nazioni diverse. Il fine era di stabilire se nel corso della loro vita, o nell’arco dell’ultimo anno, fossero stati colpiti da quello che viene clinicamente definito un “Episodio di Depressione Maggiore” (MDE). Questo disturbo è diagnosticato nel caso in cui vengano riscontrati almeno cinque dei nove sintomi inclusi nel Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM), tra cui tristezza, perdita di interesse o di piacere, senso di colpa, bassa autostima, disturbi del sonno o dell'appetito e abbassamento del livello di concentrazione. Ne è emerso che l’incidenza maggiore della depressione si ha nei paesi ad alto reddito, dove ne soffre in media il 15% della popolazione, contro l'11% dei paesi in via di sviluppo. Fa però eccezione l’India, al primo posto con un allarmante 36%. Subito dopo troviamo Francia, Paesi Bassi e Stati Uniti, che raggiungono il 30%. All’ultimo posto la Cina, con il 12%.I dati mostrano una forte variabilità da paese a paese anche rispetto all’età di comparsa del primo episodio: nei paesi più poveri risulta più bassa di circa due anni rispetto alla media. Il benessere economico sembra dunque un fattore determinante, ma lo studio dimostra che altrettanto si può dire del genere. Le donne, infatti, sembrano avere il doppio delle probabilità rispetto agli uomini di soffrire di depressione. La malattia verrebbe ulteriormente alimentate da fattori esterni, come la perdita del partner, sia essa dovuta a morte, divorzio o separazione.A commentare i risultati della ricerca è Evelyn Bromet, ricercatrice della State University di New York e coautrice dello studio: “Abbiamo dimostrato che la depressione è una fonte di preoccupazione per la salute pubblica in tutte le regioni del mondo, e che è fortemente legata alle condizioni sociali. Comprenderne gli schemi e le cause può aiutare a prendere iniziative globali per ridurne l'impatto sulla vita degli individui, e il peso per la società”.

giovedì 27 novembre 2008

ANTIBIOTICI CON CAUTELA

Antibiotico, la cura per tutto, la panacea di tutti i mali: è la convinzione, erronea, degli italiani (e non solo), che lo usano per curare infezioni batteriche, ma anche virali (contro i quali è del tutto inefficace), come raffreddori, influenze, per accelerare la guarigione o addirittura per prevenire un aggravamento dei sintomi. Un milione e mezzo di italiani assume antibiotici ogni giorno, spesso con la leggerezza con cui si prende un'aspirina. Il 57 per cento degli italiani ha assunto antibiotici durante l'ultimo anno ma quasi metà, il 44 per cento, lo ha fatto senza prescrizione medica. Con la conseguenza, non di poco conto, che nel frattempo i batteri sviluppano ceppi antibiotico-resistenti, rendendo inefficaci gli antibiotici stessi. Tanto che alcuni ceppi, non ultimo il micobatterio della tubercolosi, resistono alla quasi totalità dei 100 principi attivi antibiotici esistenti, e si comincia a temere che a breve non sarà più possibile curare in modo efficace queste patologie. E' l'allarme lanciato dal Ministero della Salute, che insieme all'Aifa e all'Istituto Superiore di Sanità ha realizzato la campagna di comunicazione "Antibiotici sì, ma con cautela", per sensibilizzare i cittadini sull'importanza di assumere antibiotici solo quando è necessario. I dati dell'Aifa sono eloquenti: l'Italia è il paese europeo con il più alto tasso di consumo di antibiotici dopo Francia, Grecia e Cipro. L'indagine condotta da Ipr Marketing rivela che l'incremento medio del consumo negli ultimi sette anni è stato del 18 per cento. Del milione e mezzo di persone che ogni giorno assume un antibiotico, in maggioranza lo utilizzano per bronchiti, faringiti, tonsilliti e influenza. Tutte affezioni a prevalente causa virale, nelle quali la terapia a base antibiotica è inutile nella migliore delle ipotesi, nociva nella peggiore - Da Repubblica

martedì 18 novembre 2008

DURO COLPO ALLO SPAM

Un duro colpo per il business dello spam. Una soddisfazione per gli utenti, che hanno visto le mail-spazzatura ridursi del 75% nel giro di due giorni. Anche se, dicono gli esperti, la battaglia contro questo genere di crimine informatico è tutt'altro che finita. L'operazione è terminata martedì 11 novembre, con l'esclusione dall'attività online della società di hosting McColo. Ma le indagini, condotte da alcuni giornalisti del Washington Post insieme a un pool di esperti informatici, sono durate quattro mesi. Secondo il celebre quotidiano americano McColo era coinvolta non solo nella diffusione dello spam, ma anche in un'altra ampia gamma di attività criminali online tra cui la pedopornografia. La società di hosting, con sede in California, ha visto staccarsi le spine dai suoi internet service provider, Global Crossing e Hurricane Electric. Ancora non è stata presa alcuna azione legale dalle autorità americane. Gli esperti di Sophos hanno rilevato un immediato calo dello spam mondiale del 75%.

venerdì 14 novembre 2008

Francobollo Vincenzo Rosa

Il 21 settembre 2008 un annullo speciale delle Poste Italiane ricorderà a Biella il Centenario della morte del Prof. Vincenzo Rosa, al quale Marconi riconobbe le conoscenze di base apprese per l'ideazione della radio. Il Prof. Vincenzo Rosa, che aveva conosciuto Marconi a Livorno e ospitato il giovane futuro inventore durante le vacanze nel Biellese, morì il 24 agosto 1908 a Candelo, alle porte di Biella. E' da tutte le fonti indicato come uno degli uomini che incise più profondamente nelle conoscenze di fisica di Marconi. Una lapide ricorda oggi nel Santuario di Oropa le vacanze biellesi del 1894 con la frase di Marconi stesso: "Nell'estate del 1894 dall'alta montagna di Oropa, contemplando il Biellese pensai che l'uomo poteva trovare nello spazio nuove energie, nuove risorse e nuovi mezzi di comunicazione".

venerdì 7 novembre 2008

Google Street View

Si chiama Street View, l'ha sviluppata Google, è l'evoluzione naturale di Google Maps, e permette di esplorare, navigare, scoprire, visitare, attraverso il pc e il cellulare (Blackberry e telefoni abilitati Java) la città al livello della strada. Arriva oggi in Italia, dopo avere avuto un battesimo di successo negli States, in Australia, Giappone, e sono già visibili Milano, Firenze, Roma, Como e dintorni lacustri. Un programma adatto per pigri (si girano vie e piazze di belle città comodamente seduti sul divano) o per turisti incalliti. Già, perché con Street View si arriva dappertutto: al civico di un amico, al luogo prescelto per un appuntamento, al negozio alla moda, al ristorante citato dalla guida (con un clic si può anche prenotare), al Colosseo e al Cenacolo. Con il vantaggio che si vede, preventivamente o mentre si cammina, il contesto, tutto quello che c'è attorno. Non c'è nemmeno bisogno di inserire il punto da cui si parte, perché il sistema segnala la posiziona in automatico. Per accedere alle immagini, basta selezionare il pulsante "Steet View" su Google Maps, fare clic sull'icona a forma di macchina fotografica visualizzata sopra la città prescelta, e fare zoom. Ci si può spostare in avanti e indietro lungo strade e piazze, e ruotare la visuale di 360 gradi, o guardare anche dall'alto la zona dove si è diretti grazie a immagini satellitari.

giovedì 6 novembre 2008

L'EPIDEMIA DA MALEWARE

"I cybercriminali si stanno dando un gran daffare in questo periodo: rubano milioni di identità, sottraggono numeri di carte di credito e di bancomat e sferranno una miriade di altri attacchi contro utenti, aziende e siti Web vulnerabili del tutto ignari di ciò che sta accadendo. L'arma preferita di questi criminali è l'iniezione di malware: ogni cinque secondi viene infettata una pagina Web, il triplo rispetto al 2007. I più vulnerabili sono i siti più conosciuti e legittimi, e anche i più remunerativi per i cybercriminali, visto l'enorme numero di visite da parte degli internauti, che presentano vulnerabilità senza patch" spiega Davide Carlesi, Country Manager Blue Coat Italia, e prosegue "All'incirca a metà del 2007, il malware iniettato attraverso iFrame e SQL ha iniziato ad infettare siti Web legittimi e il pubbllico ha cominciato a prestare attenzione agli avvisi di analisti ed esperti della sicurezza IT il cui tono risultava pacato, ma inequivocabile: il Web 2.0 e le sue peculiari caratteristiche come il social networking, i feed RSS, la dinamicità, i contenuti generati dall'utente, le applicazioni mash-up avrebbero rappresentato nuove opportunità per i cybercriminali.

In orbita l'italiano Skymed 3

E' decollato regolarmente dalla base spaziale americana di Vandeneberg, in California, il terzo satellite facente parte del programma Cosmo SkyMed tutto italiano, infatti è stato realizzato da Thales Alenia Space e Telespazio. Finmeccanica controlla il 33% di Thales Alenia Space ed il 67% di Telespazio.Il lancio, avvenuto grazie al vettore Delta di proprietà del colosso aerospaziale americano Boeing, darà la possibilità di offrire servizi di osservazione della terra a clienti pubblici e privati. Il radar lanciato scandaglierà la superficie terrestre restituendo immagini ricche di informazioni anche in presenza di nuvole o durante le ore notturne. Al programma Cosmo SkyMed partecipa anche il nostro Ministero della Difesa.

mercoledì 29 ottobre 2008

Windows 7 più vicino

Il sipario quindi idealmente si alza sull'erede di Windows Vista e iniziano le prime demo del sistema operativo di settima generazione, quello che Steve Ballmer, il Ceo di Microsoft, ha definito solo due giorni come "meglio di Windows Vista".  Agli sviluppatori gli executive hanno iniziato a mostrare le migliorie di Seven partendo dalla task bar, la barra dei comandi, rinnovata anche nella dimensioni delle icone, più grandi rispetto a quelle del precedente Os. Microsoft non ha giocato la carta dell'annuncio "boom", dell'innovazione a tutti i costi anche perché il kernel di Seven (bene ricordarlo anche ai meno esperti in materia) è lo stesso di Vista: il che significa che la tecnologia alla base del sistema operativo non cambia, ma cambiano molti dettagli funzionali. Windows 7 non è quindi un sistema operativo rivoluzionario ma si annuncia dotato di tutti gli avanzamenti via via sviluppati per correggere i difetti di Vista, confermando da subito la compatibilità con le applicazioni nate per l'attuale piattaforma. Prerogative del nuovo software sono quindi i tempi di avvio, sensibilmente più ridotti a quelli di Vista, la presenza di tool di servizio come quello dedicato alla gestione delle batterie (Seven è a maggiore efficienza en energetica del suo predecessore) e la tanto annunciata interfaccia touch. Su un computer dotato di schermo a tecnologia touchscreen Windows 7 permetterà agli utenti di operare su documenti, immagini o pagine Web con il semplice tocco delle dita. La nuova era di Windows è iniziata e c'è chi dice che Seven potrebbe arrivare sul mercato in anticipo rispetto alle previsioni, nella seconda metà del 2009.

lunedì 27 ottobre 2008

Linux Day

Dalle Alpi alla Sicilia, sabato 25 ottobre è  stato il Linux Day: per il settimo anno di seguito si festeggia Linux e l'open source. Sono state coinvolte ben 123 città italiane, a riprova che il software libero si propaga a macchia d'olio e trova sempre più estimatori. Merito anche dei Linux User Group, gruppi non profit che si sono assunti l'onere e l'onore di divulgare il verbo del codice e del free software. Una volta una sorta di carboneria del software, oggi una community sempre più agguerrita man mano che questa particolare tipologia del software si espande. Lanciata e coordinata dalla Italian Linux Society, il Linux Day è una manifestazione di respiro nazionale articolata in una serie di eventi locali. L'organizzazione degli eventi locali è di diretta responsabilità dei gruppi locali, purché rispettino le linee guida generali della manifestazione: Linux al centro, divulgazione presso il grande pubblico senza dimenticare utenti più informatizzati. L'ingresso agli eventi è stato gratuito, non sono mancate le aziende che commercializzano sistemi Linux-based. Per l'elenco completo delle città si consulti il sito ufficiale della manifestazione www.linuxday.it. Agli organizzatori è giunta una lettera del presidente Giorgio Napolitano, che vede nel software libero un grande veicolo per la diffusione della cultura informatica nel nostro paese.

giovedì 23 ottobre 2008

Non mandare SMS quando guidi

Un macchinista è indagato perché sarebbe stata causata da una sua distrazione nel settembre scorso uno dei più gravi incidenti ferroviari della storia degli Stati Uniti: ben 25 i morti. È successo in California. Il fatto è che mentre guidava il treno sembra fosse in tutt'altre faccende affaccendato: inviava e riceveva sms sul suo cellulare. Sconvolgente. Un caso di cronaca al limite, che però potrebbe ripetersi. Già, perché a dispetto dei rischi che si corrono (dai piccole e gravi infortuni, agli incidenti mortali) e che ben si conoscono (l'American College of Emergency Medicine ha fatto una massiccia campagna di sensibilizzazione sull'argomento) molti americani ricevono e inviano messaggi di testo su dispositivi mobili email in situazioni pericolose. È quanto dice Osterman Research, che all'uso improprio del cellulare da parte degli americani dedica una ricerca che rileva comportamenti al limite: il 77% degli intervistati, tutti americani adulti, usa un dispositivo mobile anche per mandare sms e mail mentre guida la macchina (un'altra ricerca della AAA travel & motorist group di un anno fa svelava che la metà dei teenager Usa inviano sms mentre guidano la macchina), il 41% confessa di avere usato device mobili email, come Blackberry, sciando, o andando a cavallo o in bici.

mercoledì 22 ottobre 2008

Genova: Capitale della scienza

Ritorna a Genova, dal 23 ottobre al 4 novembre, il Festival della Scienza, quest'anno incentrato sul tema della diversità e articolato in 6 sezioni (tecnologia, idee, linguaggio, materia, mente, vita). Molti gli ospiti illustri e più di 350 gli eventi in programma. Il matematico Piergiorgio Odifreddi, insieme a David Riondino ed al musicista jazz Furio di Castri, darà vita alla conferenza spettacolo "Viaggio a Flatlandia" ispirata al racconto fantastico scritto da Edwin Abbot nel 1881. Flatlandia è un universo piatto/bidimensionale dove gli individui sono dei poligoni ed i più intelligenti sono quelli che hanno più lati. In questo strano mondo arriva una sfera e lei insegna ad un quadrato che esiste anche un altro universo a tre dimensioni. Il quadrato impara così bene la lezione che arriva ad ipotizzare l'esistenza di altri mondi anche con più di tre dimensioni: accusato di eresia dai suoi concittadini, seppur imprigionato, Quadrato, rifiuta fino alla fine di conformare il suo pensiero a quello di tutti gli altri e oggi sappiamo che Einstein con le sue teorie gli avrebbe dato ragione! Lasciata Flatlandia, altri viaggi ed altre scoperte aspettano i partecipanti…Passeggiando per il cortile del Palazzo Ducale si potrà curiosare all'interno della navicella spaziale Soyuz TM34, mentre in zona Loggia dei Mercanti si potrà salire (e rimanere sospesi) sul prototipo di un treno a levitazione magnetica (maglev) come quello già operativo a Shanghai; invece a Prà, si potranno vedere i battelli robotizzati, senza equipaggio, impegnati in missioni di monitoraggio della costiera e dei fondali. In occasione del festival sarà possibile inoltre, visitare, la centrale termoelettrica Enel, l'impianto di potabilizzazione dell'acqua di Voltri e partecipare a diverse escursioni naturalistiche sul monte Antola e nel Beigua Geopark. (Il Sole 24 ore)

mercoledì 15 ottobre 2008

La Sardegna è tutta digitale

Da oggi in Sardegna si avvierà lo spegnimento della trasmissione analogica del segnale televisivo e prenderà il via, nel contempo, l'accensione della trasmissione in digitale terrestre (Dtt). Dal primo novembre, poi, la regione sarà la prima in Europa ad adottare integralmente il nuovo standard televisivo digitale. L'offerta digitale della Rai per la Sardegna sarà complessivamente irradiata da sei multiplex e composta dai programmi digitali Rai e dai servizi interattivi a valore aggiunto (Mhp) che - anche grazie alla collaborazione delle istituzioni locali - consentiranno di visualizzare informazioni di pubblica utilità.

lunedì 13 ottobre 2008

Mediaset punta all'alta definizione

Ha iniziato Sky, che ora propone sei canali in alta definizione. E subito dopo è toccato alla Rai, che ha trasmesso in standard 'hd' alcune partite degli Europei di calcio e una parte delle gare delle Olimpiadi di Pechino. Ora è venuto il turno di Mediaset. Anche il gruppo di Cologno ha infatti scelto di puntare sulle emissioni che garantiscono la massima qualità audio/video e Canale 5, Italia 1 e Rete 4 sono destinate a trasmettere in alta definizione sul digitale terrestre; a quanto pare, già al momento dello switch off dalla trasmissione analogica a quella numerica o appena subito dopo. C'è posto sufficiente sui multiplex e la proposta di programmi in hd è ritenuta dagli uomini del Biscione assolutamente strategica per qualificare l'offerta. In Sardegna - la prima regione in cui la transizione al digitale va compiendosi e che dalla fine del mese sarà 'all digital' - sono già partite le sperimentazioni delle trasmissioni di massima qualità che per adesso coinvolgono solo Rete 4. Ma Mediaset intende, man mano che il processo di transizione andrà avanti coinvolgendo aree sempre più rilevanti della Penisola, procedere nella stessa maniera anche con Canale 5 e Italia 1.

mercoledì 8 ottobre 2008

La pirateria informatica oggi

Ammonta a 2,6 miliardi di euro il danno generato in Italia nel 2007 dai moderni pirati dell'era digitale: software, libri, musica, film e serie tv le loro prede. In realtà il mancato incasso per le rispettive industrie è nettamente superiore, perché lo scambio online di file con i sistemi peer to peer, per esempio Emule, sfugge a ogni rilevazione. Per quanto riguarda i supporti fisici (cd e dvd) sequestrati lo scorso anno, c'è stato il sorpasso dei film sulla musica, ma tra i contenuti più piratati software e videogiochi restano in vetta alla classifica. Secondo le stime fornite dal Servizio antipirateria della Siae, nel 2007 il danno per le case discografiche è stato di 261 milioni, erano circa 650 l'anno precedente, mentre per le major di Hollywood si è scesi ai 335 milioni del 2007 dai 600 di dodici mesi prima. In realtà, la flessione è solo apparente, perché ormai la diffusione illegale avviene su internet. Nel 2006 tra cd, dvd e giochi per la Playstation sono stati sequestrati 12,6 milioni di supporti, scesi a 3 nel 2007 e ad appena 319mila nel primo semestre di quest'anno. In altre parole: il web assomiglia a un grande self service dove tutte le opere sono a disposizione di tutti. «Anche i vu cumprà si lamentano che il loro lavoro è diminuito», afferma Vito Alfano, direttore dei servizi antipirateria della Siae.

martedì 7 ottobre 2008

Tu soffri di Discomgoogolation ?

Sindrome da astinenza da internet: neologismo da "discombobulate" che significa confusione, frustrazione e "Google", il celebre motore di ricerca. Ne soffre chi non può fare a meno di navigare sul web, secondo una recente ricerca del neuropsicologo David Lewis, studioso dell'attività elettrica del cervello e del neuro-marketing, che durante un esperimento ha misurato il livello di stress nei soggetti "privati" della rete. L'esperto ha individuato modifiche della frequenza del battito cardiaco e dell'attività cerebrale. Secondo Lewis, a monte di quest'effetto c'è la diffusione della banda larga, che avrebbe scatenato in molte persone una "sete di sapere", dovuta alla facilità di reperire enormi quantità di informazioni sul web. Da un sondaggio svolto in Inghilterra su 2100 persone emerge che il 44% degli intervistati soffrirebbe di questo disturbo; un britannico su quattro, inoltre, ammette un notevole aumento dello stress, come diretta conseguenza dell'impossibilità di accedere ad internet.