Neil Armstrong, John Glenn e Jim Lovell sono stati gli eroi della grande festa organizzata in Virginia per i 50 anni della Nasa. Rispettivamente il primo essere umano sulla Luna (1969), il primo americano inviato in orbita (1962) e l'eroe dell'Apollo 13 (1970) reso celebre dal volto di Tom Hanks, hanno segnato con le loro avventure il XX secolo dell'esplorazione. Il tutto sotto il cappello della Nasa (National Aeronautic and Space Administration), che il 1° ottobre del 1958 fu creata con un decreto del Congresso degli Stati Uniti per rispondere allo shock prodotto in America dal beep-beep dello Sputnik sovietico che l'anno prima aveva invaso le case d'America attraverso la radio. Glenn fu l'uomo del sollievo. Il sollievo di un paese che 50 anni fa si era svegliato nell'incubo dell'inferiorità tecnologica. Armstrong - con il suo "piccolo passo" sulla Luna - fu invece l'uomo del trionfo e del sorpasso su Mosca. Con Lovell, eroe nella sconfitta, Washington ha poi dato un volto umano a un'avventura che per anni è stata combattuta solo dai militari e senza esclusione di colpi. Se c'è un effetto positivo da attribuire alla Guerra fredda quello è senz'altro il bagaglio di conoscenze prodotto in campo spaziale prodotto sotto il marchio Nasa nei primi tre lustri della sua attività, quando si concentrò una parte significativa del meglio e del peggio prodotto dall'agenzia spaziale
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