Oggi scatta la protesta degli utenti contro le modifiche delle regole
In vendita felpe, cappelli e borse per boicottare il sito delle aste online
Per eBay inizia un'altra settimana di proteste. Gli utenti hanno annunciato un nuovo sciopero che inizia oggi e durerà fino a domenica prossima. Alla base delle proteste le modifiche che eBay ha introdotto per la gestione dei feedback (i commenti sull'affidabilità di venditori e acquirenti che ogni utente può inserire), ma anche l'aumento delle tariffe per aprire e gestire un'asta.
Tutto è business. Come spesso accade la protesta dei consumatori è stata sfruttata anche a livello commerciale. Qualcuno ha infatti pensato di trasformare la protesta in business, vendendo oggetti con messaggi anti-eBay, persino sullo stesso sito di aste online (che ha prontamento bloccato le vendite). Il portale online www.cafepress.com ha un'intera sezione dedicata al boicottaggio. Lì sono in vendita magliette, spille, felpe, tazze, vestiti, boxer maschili, slip femminili, bavagli per neonati e copertine per cani con i messaggi della protesta: da "boicotta eBay" a "100% feeBay" (in inglese il termine fee significa tassa).
Passaparola online. Intanto gli utenti continuano a far sentire la loro voce su molti forum e gruppi online. La discussione è sbarcata anche sulle più importanti e frequentate community del web: MySpace (www.myspace.com/boycottebay), Facebook, ma anche Youtube: digitando "boycott ebay" si possono visionare 118 video dedicati alla protesta.
La guerra dei numeri. Il primo boicottaggio è stato attuato dal 17 al 23 febbraio. Secondo i promotori dello sciopero in questo periodo l'attività su eBay ha subito ripercussioni: in particolare, le inserzioni di nuovi annunci sarebbero diminuite del 13 per cento. La società eBay ha giudicato la flessione in linea con le previsioni, notando che il primo sciopero ha coinciso con una festività nazionale: questo per eBay spiegherebbe il calo di attività. Per scoprire se è stato davvero così non resta che aspettare l'esito del nuovo sciopero.
Tutto è business. Come spesso accade la protesta dei consumatori è stata sfruttata anche a livello commerciale. Qualcuno ha infatti pensato di trasformare la protesta in business, vendendo oggetti con messaggi anti-eBay, persino sullo stesso sito di aste online (che ha prontamento bloccato le vendite). Il portale online www.cafepress.com ha un'intera sezione dedicata al boicottaggio. Lì sono in vendita magliette, spille, felpe, tazze, vestiti, boxer maschili, slip femminili, bavagli per neonati e copertine per cani con i messaggi della protesta: da "boicotta eBay" a "100% feeBay" (in inglese il termine fee significa tassa).
Passaparola online. Intanto gli utenti continuano a far sentire la loro voce su molti forum e gruppi online. La discussione è sbarcata anche sulle più importanti e frequentate community del web: MySpace (www.myspace.com/boycottebay), Facebook, ma anche Youtube: digitando "boycott ebay" si possono visionare 118 video dedicati alla protesta.
La guerra dei numeri. Il primo boicottaggio è stato attuato dal 17 al 23 febbraio. Secondo i promotori dello sciopero in questo periodo l'attività su eBay ha subito ripercussioni: in particolare, le inserzioni di nuovi annunci sarebbero diminuite del 13 per cento. La società eBay ha giudicato la flessione in linea con le previsioni, notando che il primo sciopero ha coinciso con una festività nazionale: questo per eBay spiegherebbe il calo di attività. Per scoprire se è stato davvero così non resta che aspettare l'esito del nuovo sciopero.
Antonio Carlo Larizza - ilsole24ore.com
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