lunedì 26 maggio 2008

Phoenix è su Marte

Phoenix ce l'ha fatta a superare indenne gli ultimi 7 pericolosissimi minuti del viaggio di oltre 600 milioni di km dalla Terra a Marte. La fase d'ingresso nell'atmosfera, la violenta frenata e l'atterraggio sulle tre zampe metalliche, tutto questa notte si è svolto proprio come avevano previsto gli ingegneri che hanno atteso con il fiato sospeso al JPL (Jet Propulsione Laboratory) di Pasadena, in California. Ancora prima dell'alba europea, Phoenix ha trasmesso i primi scatti fotografici della sua zona di atterraggio, malinconiche cartoline di una sconfinata arida pietraia nei pressi del Polo Nord marziano. Nei prossimi tre mesi la sonda da 420 milioni di dollari gratterà la superficie della zona di atterraggio, alla ricerca di ghiaccio e dunque della possibilità di rintracciare quelle forme di vita biologica che da sempre alimentano l'esplorazione extra-terrestre. Il buon esito dell'atterraggio non era affatto scontato: solo la metà delle sonde orbitali o al suolo lanciate dal 1964 ad oggi sono sopravvissute all'atterraggio. Se la storia di "Spirit" e "Opportunity", i due Mars Rover della Nasa lanciati nel 2003, è un successo al di là di ogni aspettativa (la vita operativa prevista era di soli sei mesi) il suolo marziano è disseminato di rottami di macchine meno fortunate lanciate negli ultimi 40 anni. - Da Il Sole 24 ore

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