martedì 17 giugno 2008

l'ELETTROSMOG DA TELEFONINO

Quando si parla di quantità di frequenze radio ed elettromagnetiche, comunemente racchiuse nel concetto di "elettrosmog", è d'obbligo la massima prudenza. Se è vero infatti che animali da laboratorio hanno aumentato la concentrazione di cellule tumorali sono l'effetto di agenti elettromagnetici, è altrettanto vero che sull'uomo non è mai stato registrato lo stesso fenomeno. Però, in nome del "non si sa mai", in attesa di ancor più probanti verifiche scientifiche, molti paesi si sono dotati di norme che regolano e misurano le temute onde. L'unità di riferimento per misurare la quantità di frequenze radio ed elettromagnetiche assorbite dal corpo umano si chiama Sar (Specific Absorption Rate, tasso di assorbimento specifico), ed è espressa in watt per kilogrammo. In Europa, i produttori di telefonini hanno l'obbligo di immettere sul mercato prodotti che stanno al disotto dei 2 W/Kg, mente negli Stati Uniti e in Canada agiscono norme più severe, con un tetto di 1,6 W/Kg. Partendo da quest'ultimo parametro, Cnet ha studiato e catalogato i massimi livelli di Sar registrati durante l'utilizzo dei telefonini senza uso di auricolare (reviews.cnet.com). Anche qui, massima cautela, perché i livelli (e quindi i molto teorici danni) possono variare a seconda del fisico di ciascuno. Inoltre, come appare chiaro dalle classifiche pubblicate sul sito di Cnet (che, è bene ribadire, riguardano il mercato Usa, soggetto a regole più restrittive) uno stesso produttore può avere un prodotto "cattivo" e uno "buono". Insomma, il consiglio è: bene guardare ai livelli di Sar, ma senza farne una malattia. Tra i modelli con le emissioni più alte, troviamo i Motorola V195s, Slvr L6 e L2, e il W385 (livelli di Sar compresi tra 1,6 e 1,54) che precedono il Blackberry Curve 8330 (1,54). Attenzione, però: tra i cellulari che emettono minor quantità di onde elettromagnetiche, ci sono il Blackberry 8830 (un livello di Sar di 0,63) e il Motorola Razr V3x (0,14). Il modello con le emissioni più basse? Secondo i test di Cnet, l'Lg Kg800, con un piccolo 0,135. L'iPhone di Apple si colloca in una fascia medio-alta con un livello di Sar di 0,974. - iL sOLE 24 oRE

giovedì 12 giugno 2008

Questo l'Iphone 3G

Anche Steve Jobs l'ha chiamato così: iPhone 3G. Ed è quindi così che il nuovo cellulare di Apple entra in gioco – con prezzi decisamente più aggressivi rispetto alla prima versione - nell'arena degli smartphone evoluti, quelli con avanzate capacità di connettività e con doti allo stato dell'arte per quanto riguarda la convergenza verso altri device. Negli Stati Uniti sarà venduto a 199 e 299 dollari (rispettivamente per le versioni da 8 e 16 Gbyte di memoria) e sempre con At&Tt; la curiosità è ora grande per sapere a quanto verrà inserito a listino in Europa e soprattutto in Italia, da Tim e Vodafone, a partire dall'11 luglio. Le ultime indiscrezioni parlavano di un prezzo fra gli 80 e i 100 euro (il riferimento era per il mercato spagnolo) ma al di là della cifra imputabile al solo terminale sarà importante capire l'entità dei piani tariffari entro i quali sarà venduto al pubblico. Il nuovo melafonino si è presentato senza particolari mirabilie sotto il profilo estetico ma con una dote decisamente abbondante di innovative funzionalità software. Il sistema operativo iPhone 2.0, che include il supporto per la tecnologia ActiveSync di Microsoft Exchange, è il cuore pulsante che alimenta le dozzine e dozzine di applicativi e servizi sviluppati dalle terze parti con il famigerato Sdk, il kit di sviluppo. L'iPhone 3G offre come previsto la possibilità di operare sulle reti mobili Hsdpa (oltre che su Edge e Gsm) e di connettersi alla Rete anche tramite Wi-Fi scegliendo in automatico l'opzione migliore per l'utente. E non solo. Mentre si telefona (in viva voce) si può simultaneamente navigare sul Web, ricevere informazioni sulle mappe stradali o controllare le e-mail, all'insegna di quella che Apple chiama gestione parallela di attività voce e dati. Personalizzare il corredo software dell'iPhone sarà più facile perché a bordo dell'apparecchio ora c'è il nuovo App Store, lo spazio virtuale dove poter scaricare a pagamento (salvo rare eccezioni) applicativi di ogni genere, dal gioco al business fino ai notiziari di vario genere. Estese sono naturalmente le capacità multimediali e di Web 2.0, ma le chicche tecnologiche del nuovo modello sono due, legate alla presenza del ricevitore Gps e all'integrazione di MobileMeT, un nuovo servizio "Internet based" che muove in automatico e in modo sincronizzato messaggi di posta elettronica, contatti e agende da una "nuvola" on line verso le applicazioni residenti su iPhone, iPod touch, Mac e pc. Il tutto a vantaggio dell'interattività e delle relazioni di social networking, della collaborazione e della produttività a livello aziendale. E c'è un'ultima credenziale che Apple ha voluto sottolineare presentando la nuova creatura, l'autonomia delle batterie: 10 ore per le conversazioni su reti 2G e cinque navigando in Rete su quelle 3G, piuttosto che fino a sette ore di riproduzione video e un massimo di 24 di riproduzione audio. - Il Sole 24 ore

Il nuovo Iphone

Jobs accenna a qualcosa a lui molto caro e celebra il primo compleanno dell'iPhone, attribuendogli il merito di aver cambiato (e per sempre) l'industria dei telefonini. Ne ricorda i numeri, i sei milioni venduti fino a oggi, l'indice di soddisfazione del cliente (del 90%), il fatto che il 98% lo utilizza per navigare in Rete e l'80% che ne sfrutta 10 o più funzioni. Poi lancia la nuova sfida, quella del terminale che lavora sulle reti 3G e che si porta appresso altre nuove frontiere che Apple vuole varcare: il supporto per le imprese e le applicazioni di terze parti, la presenza globale e la maggiore accessibilità di prezzo. E il "magic moment" arriva con queste precise parole: "Today we are introducing the iPhone 3G". La nuova creatura prende forma e colore, si apprende che ha bordi più sottili e bottoni in metallo, il retro di plastica nera (o bianca), uno schermo uguale a quello attuale condito dall'interfaccia Multi-Touch. Ma soprattutto che è più veloce nello scaricare una pagina Web e un messaggio e-mail tramite la rete mobile di terza generazione: rispettivamente 21 e 5 secondi contro i 59 e 18 del "vecchio" iPhone. Tempi (non lontani a quelli garantiti da una connessione Wi-Fi) che fanno del nuovo nato, a detta di Jobs, lo smartphone 3G di gran lunga più veloce di alcuni fra i più noti cellulari 3G (il Nokia N95 e il Palm Treo 750) oggi presenti sul mercato. Poi l'altra novità attesa, quella relativa al ricevitore Gps integrato e alle relative funzionalità di tracking all'interno di Google Maps. E Jobs rimarca il fatto che "I servizi di localizzazione stanno per diventare una grande opportunità sull'iPhone". La chiusura è dedicata alla disponibilità e ai prezzi. Il modello 3G vedrà la luce nei negozi a partire dall'11 luglio in 22 Paesi (Italia compresa) e nei prossimi mesi saranno nel complesso 70 i mercati sui quali sarà venduto dai carrier partner di Apple, tra cui anche Tim e Vodafone. Per acquistarlo ci vorranno 199 dollari per la versione con 8 Gbyte di memoria e 299 dollari per quella da 16 Gbyte; un anno fa il primo melafonino veniva lanciato a 599 dollari, poi ridotti a 399 nei mesi a venire.

lunedì 9 giugno 2008

L'IPHONE 3G

Il conto alla rovescia è iniziato. Ancora 72 ore e l'annuncio ufficiale del nuovo melafonino sarà cosa fatta: lunedì 9 giugno, al Moscone Center di San Francisco, dove è in programma la Worldwide Developers Conference di Apple (http://developer.apple.com/wwdc/) Steve Jobs toglierà i veli all'iPhone di seconda generazione. Quello di cui si parla da mesi e che si arricchirà del supporto per le reti mobili Umts e Hsdpa (fino alla velocità di 7.2 Mbps in download), di un ricevitore Gps integrato (si vocifera anche la presenza di sintonizzatore Dvb-H per la Tv mobile) e di una fotocamera più performante rispetto a quella montata sul primo esemplare. Il nuovo iPhone, e questo è certo, godrà di una disponibilità di applicazioni decisamente superiore a quella attuale grazie alla piattaforma software OS X 2.0 e ai programmi sviluppati dalle terze parti (con il ben noto devoloper kit da cui Apple ricava il 30% del prezzo della licenza e si presenterà, dicono le indiscrezioni, con un design della scocca rivisto e uno spessore leggermente inferiore (sotto i 10 millimetri) della versione attuale.
Negli Stati Uniti l'attesa è enorme e in Rete è scattata una vera e propria gara per indovinare quello che sarà il nome di battesimo del super smartphone della casa della Mela: 2G (second generation) iPhone? 3G iPhone? iPhone 2.0? Dettagli. La cosa importante è che a distanza di un anno dal debutto nell'arena dei cellulari Apple torna in cattedra catalizzando su di sé tutta l'attenzione dell'industria mobile (l'iPhone sbarcherà presto anche in Giappone con Softbank, terzo operatore mobile del Paese) e anche della comunità finanziaria, visto e considerato che il titolo della società californiana è cresciuto del 50% negli ultimi tre mesi arrivando a sfiorare i 190 dollari. Gli analisti, da parte loro, sono convinti che la scommessa di Jobs sia vincente sebbene vi siano ancora dei nodi da sciogliere riguardanti la sua creatura. Shiv Bakhshi, per esempio, direttore delle ricerche per il mercato mobile di Idc, è dell'idea che "la cosa importante per Apple sarà quella di essere capace di fare in modo che l'iPhone sia disponibile a ulteriori innovazioni, altrimenti corre il rischio che sia il prossimo Razr della Motorola, a modo suo un apparecchio iconico, ma che non è stato abbastanza veloce in fatto di innovazione". Avi Greengart, analista di Current Analysis, è invece convinto che il salto in avanti compiuto dall'iPhone in fatto di connettività 3G (il che significa accesso a banda larga a servizi video e on line avanzati) sia decisivo: "il 3G è importante per gli Stati Uniti ma essenziale per l'Europa. Il nuovo iPhone sarà apprezzato dai tecno-entusiasti e da chiunque voglia disporre di un accesso più veloce al Web in assenza di un hot spot Wi-Fi".
- Il Sole 24 Ore

mercoledì 4 giugno 2008

In arrivo i nuovi ASUS

Al Computex, in svolgimento questi giorni a Taiwan, sono stati presentati i nuovi modelli della gamma Eee PC di Asus, 901 e 1000, compare la nuova Cpu di Intel e lo schermo arriva fino a 10 pollici disponibili in Italia per la fine dell'estate.È stato appena lanciato in Italia il modello Eee Pc 900, con i quale Asu punta a bissare il successo del precedente 701, e già si inizia a parlare dei successori, presentati in questi giorni nella più importante manifestazione mondiale dell'informatica e della componentistica: il Computex a Taiwan.
Si chiameranno Eee PC 901 ed Eee PC 1000, il primo è in sostanza un aggiornamento del 900, da cui si differenzia per una batteria di maggire capacità e per la Cpu installata : al posto del Celeron è stato inserito il nuovo processore a basso consumo di Intel Atom. Nel modello 1000 i piccolo di Asus aumenterà un po' nelle dimensioni con uno schermo da 10 pollici rispetto agli 8,9 pollici, il doppio della Ram (2 GB) e il peso arriverà ad 1,4 Kg, contro i 970 grammi del modello 900. Anche la batteria sarà più capiente, da sei celle, con un'autonomia sulla carta che arriva a 7 ore e mezza.
Per quanto riguarda il sistema operativo ci sarà sempre la doppia scelta tra Linux Xandros personalizzato da Asus e Windows Xp. Riguardo alla disponibilità in Italia si parla di fine estate, mentre i prezzi non sono ancora stati comunicati. - Il Sole 24 Ore